Mai aggredire uno scrittore

Qualche anno fa, dopo un corso da attori che mi aveva infranto il cuore, decisi di ricercare la mia mascolinità smarrita in una palestra di pugilato. Dopo due anni di jab, ganci e montanti, avevo un fisico scattante e una nuova concezione della violenza.

In palestra e incrociando i guantoni (pochissime volte) avevo imparato che la violenza è una cosa seria. Ricordo ancora l’espressione affranta dell’istruttore, un peso medio di Kinshasa, che il giorno prima aveva dovuto mandare al tappeto due malintenzionati. Uno dei due aveva rimediato una guancia squarciata: denti rotti, esposti, sangue dappertutto.

pugile

Mai, mai, mai avviare una rissa, se non ci sei costretto. I risultati sono imprevedibili, i cazzotti uccidono. Una lezione che abbiamo scordato agitando i pugni chiusi nella bacinella insaponata dei social media, dove tutti credono di poter aggredire senza conseguenze chiunque gli passi a tiro. Be’, non è così. Non dovrebbe.

Avete mai provato a esporvi cercando di vendere i vostri servizi con un annuncio video su Facebook? Ci avete mai provato se siete ragazze di bell’aspetto? Ha commesso questa imprudenza di recente una mia amica online. Carina, sorridente, si è mostrata a un pubblico di potenziali clienti, andando a intercettare tuttavia anche una massa di aspiranti orchi che non vedono l’ora di scaricare la propria nullità su chiunque osi essere migliore di loro, ossia la totalità del mondo.

L’amica in questione ha sollevato il vaso di Panmerda e il letame ne è eruttato investendola in pieno. Una congiura? Qualcuno l’ha presa di mira? Possibile, ma molto più probabile che si sia scontrata con l’inferno della porta accanto, un pullulante, ribollente calderone di mostri in pantofole che brulicano tutto intorno a noi.

Siamo circondati, ma è solo quando alzi la testa un centimetro più del solito che te ne rendi conto. E allora si pone al questione di come reagire. L’amica in questione è ricorsa senza esitazione alla polizia postale e io approvo in pieno la sua scelta, anche perché, a quanto ho visto, ha dato il via a crisi di panico negli aspiranti aguzzini della domenica, che adesso impareranno una lezione importante: mai, mai aggredire gli scrittori. Sono gente pericolosa, abituata a vivere di espedienti, pronta a tutto, carica di una aggressività repressa che aspetta solo di esplodere sulla faccia costipata del primo incauto.

E questa è anche una lezione di storytelling, se capite cosa intendo.

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