Un mercenario solidale

Sono un mercenario, sono un ghostwriter.

La rivista Energy Caffeina mi ha chiesto il permesso di pubblicare il mio post “Io non voglio che tutto torni come prima” sul suo prossimo numero dedicato al Tempo. Non è fantastico?

Un momento, fermi! Dopo essermi preso un paio di giorni per rispondere , ho scoperto che la rivista ha un prezzo di copertina, il che vuol dire che fa un profitto o mira a ottenerlo, anche se minimo. Ed è qualcosa che apprezzo. I progetti editoriali si pagano, gli editori devono sostenersi, e gli autori ricompensati. Incluso il sottoscritto, un ghostwriter, ossia un disoccupato che ogni tanto scrive per conto terzi. Sono uno squinternato che campa delle sue parole, e lo sono perché in Italia ottenere il riconoscimento di professionista è dura, per chi scrive.

Ok, scrivi, ma che lavoro fai davvero?
Scrivo.
Sì, ma chi ti paga?!
Lo stesso vale per i musicisti, i disegnatori, i fotografi, i grafici
.

Quindi quando qualcuno tutto a un tratto mi chiede di intascarsi ciò che so fare, di solito intende A GRATIS. Non mi daranno un centesimo, nonostante il lavoro vada ricompensato sempre e comunque (prendere nota: i creativi non sono respirariani) in un paese civile. E anche in uno incivile, per quanto mi riguarda.

In genere però chi usa questo approccio (“Ma quanto sei braaaaavo”) con me si scontra contro un muro. Non dico che si faccia male, o che venamo alle mani. Ma a Natale ricevo pochi auguri, ecco.

Credetemi, se non avessi fin da giovane imparato ad estinguere l’entusiasmo di chi mi propone di versarmi alla sua causa per meno di una nocciolina, adesso sarei morto. O uno scoiattolo. O uno scoiattolo morto.

Ma torniamo a Energy Caffeina, perché qui abbiamo un lieto fine da raccontare. Stiamo parlando di una rivista interessante, dalle nobilissime intenzioni. Mi andava davvero di contribuire. Quindi che ho fatto? Basandomi sull’idea di un amico, ho chiesto che la rivista mi paghi in questo modo: una donazione da 30 a 50 euro alla protezione civile. Avranno il mio articolo in cambio della ricevuta della donazione. La direttrice della rivista Chiara Olivucci ha accettato, e senza indugio mi ha mandato la ricevuta del versamento eseguito in un baleno. Ma che figata!

iban protezione civile

La ringrazio di cuore. Ecco forse questo è un atto di “coronavirtus.”
Sapete che vi dico? Sono contento, e il cielo sa se in questi giorni abbiamo tutti bisogno di motivi per sorridere. Sono contento perché forse oggi sono un mercenario, sì, ma solidale.

Qui il link per donare alla protezione civile.

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