Scrittori razzisti, sessisti, omofobi. Possiamo leggerli?

Un sacco di commenti sui social e una attenzione non irrilevante intorno al video che ho pubblicato sul mio canale Broken Stories. Tema: il relativismo culturale che dovrebbe suggerirci una certa cautela nell’abbattere statue e additare artisti del passato e del presente sull’onda di una prospettiva etica parziale.

Il video è questo, se volete vederlo.

Non ho molto da aggiungere. A parte una cosa. L’indignazione è sacrosanta, ma ha il difetto di farci sentire migliori di coloro che additiamo. Non è escluso che lo siamo sotto alcuni profili, ma non è detto che lo siamo in toto.

Al concetto di “noi altri”, preferisco quello di “noi tutti”. E noi tutti siamo incasinati di brutto. Con questa idea in testa, capace che ci assumiamo qualche responsabilità anche noi “perfetti.”

Continuiamo a esigere che le ingiustizie vengano stigmatizzate e punite, ovviamente. Ma senza indossare l’armatura del paladino. Ci sta stretta.

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